In Giappone il bagno smart che controlla la pupu

In Giappone l’idea di trasformare una visita in bagno in un piccolo check quotidiano non è più solo un concept da fiera tech. Uno dei maggiori produttori del Paese ha iniziato a portare sul mercato una nuova generazione di wc smart che registra automaticamente alcuni parametri legati all’evacuazione e li invia allo smartphone tramite app, con l’obiettivo di rendere più semplice tenere traccia di segnali spesso ignorati o ricordati a memoria.

Il punto centrale è una funzione chiamata ben scan, un sistema di scansione integrato nel sedile che analizza le feci mentre cadono, misurandone forma, colore e quantità. L’utente non deve fotografare o annotare nulla. Basta selezionare il profilo personale sul telecomando e usare il bagno come sempre. I dati vengono poi trasferiti all’app dedicata, dove compaiono andamento nel tempo e riepiloghi pensati per far emergere abitudini e variazioni.

Il debutto commerciale è legato a due modelli della linea Neorest, con uscita programmata dal 1 agosto 2025. I prezzi di listino comunicati per il Giappone partono da circa 493.900 yen per Neorest AS W e 542.300 yen per Neorest LS W, quindi si parla di un prodotto chiaramente premium, destinato a chi già investe in un bagno di fascia alta.

Dentro questo filone non c’è solo la scansione delle feci. Nello stesso periodo si stanno diffondendo anche dispositivi da installare sul wc o da integrare nel bagno che analizzano l’urina con cartucce e sensori, e inviano report sull’idratazione e su altri indicatori misurabili con test chimici. Non tutti questi sistemi sono pensati per il mercato giapponese in modo diretto, ma la direzione è chiara, spostare il monitoraggio dalla visita occasionale al controllo frequente, passivo e domestico.

Il limite, almeno per come viene presentata oggi questa tecnologia, è che non sostituisce una diagnosi medica. È un sistema di tracciamento e di alert, utile a notare tendenze e cambiamenti, non a dare un verdetto clinico. Proprio per questo la partita vera sarà anche su privacy e gestione dei dati, perché il bagno è probabilmente l’ultimo spazio in cui qualcuno vuole sentirsi osservato senza capire bene dove finiscono le informazioni.

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