,

Corea, dating nei templi

Una notte in tempio, venti single, sveglia presto e la benedizione implicita di un contesto dove nessuno deve fare il fenomeno. In Corea del Sud il programma “Naneun Jeolo”, il templestay di matchmaking legato all’ordine Jogye, cambia scala e nel 2026 esce dall’orbita di Seoul per diventare un tour nazionale, con tappe regionali e partecipanti selezionati per area geografica.

La regia è della Korea Buddhist Foundation for Social Welfare, che ha annunciato l’espansione durante un incontro di inizio anno a Seoul. L’obiettivo è spostare il format fuori da Seoul, evitando che resti un evento accessibile soprattutto a chi vive nell’area metropolitana o può muoversi senza difficoltà.

Il format, diventato famoso con l’etichetta di “appuntamenti organizzati dal Buddha”, è un 1 notte 2 giorni in cui si alternano momenti da templestay e spazi di conversazione pensati per far incontrare le persone senza l’ansia da performance tipica degli eventi di networking sentimentale. Non è uno speed date in serie. È più lento, più guidato e, almeno nelle intenzioni, più rispettoso di chi non ha voglia di vendersi bene ma di conoscersi davvero.

Il primo appuntamento del 2026 è fissato per il 28 e 29 marzo a Seonunsa, nel distretto di Gochang, e sarà dedicato a partecipanti dell’area Honam. Dopo questa tappa, il calendario prevede altre date distribuite nelle principali macro regioni, fino a un totale di sei edizioni nell’arco dell’anno, con l’obiettivo di far nascere incontri tra persone che, una volta usciti dal tempio, non siano separate da ore di treno e da un problema di distanza.

I numeri spiegano perché l’ordine Jogye stia investendo sull’espansione. Il programma, partito a fine 2023, ha raccolto oltre 11.000 candidature e ha portato a 326 partecipanti complessivi, cioè 163 coppie in ingresso, con 69 coppie effettivamente abbinate. Sul conteggio dei matrimoni, le ricostruzioni divergono tra due e quattro coppie arrivate alle nozze, ma il punto resta lo stesso. Per un format che non promette miracoli, la percentuale di “match” è abbastanza alta da renderlo un caso nazionale.

Lascia un commento