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Italia Giappone visto working-holidays

L’Italia ha ratificato l’accordo bilaterale Vacanze Lavoro con il Giappone, un passaggio che mette nero su bianco l’obiettivo del programma, permettere ai giovani italiani di entrare in Giappone per un soggiorno lungo fino a 12 mesi con un visto pensato principalmente per la vacanza, con la possibilità di lavorare per sostenersi senza dover richiedere un permesso di lavoro separato. La ratifica è arrivata con la legge 17 settembre 2025 n. 136, pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 26 settembre 2025, relativa all’accordo firmato a Roma il 2 maggio 2022.

Il meccanismo, per come è definito nei testi che accompagnano la ratifica, è quello tipico dei working holiday. Il visto è destinato a cittadini tra 18 e 30 anni e prevede un soggiorno fino a un anno. Il lavoro è ammesso come attività accessoria della vacanza, utile a integrare il budget di viaggio, e non deve trasformare il visto in un canale di lavoro stabile. Nel quadro descritto dal Ministero del Lavoro, l’attività lavorativa può essere svolta anche cambiando datore di lavoro e viene indicato un limite complessivo fino a 6 mesi.

La parte operativa è la chiave. La ratifica italiana non coincide automaticamente con l’apertura immediata delle domande, perché serve il completamento delle procedure applicative tra i due Paesi. L’ultima pagina informativa disponibile sul sito dell’Ambasciata del Giappone in Italia, aggiornata ad aprile 2024, indicava che non era ancora possibile presentare domanda in attesa del completamento dell’iter. Ad oggi non risulta una pagina aggiornata, sullo stesso sito, che annunci l’avvio effettivo delle richieste.

Il programma, quando sarà operativo, richiederà in pratica i requisiti tipici del working holiday, residenza nel Paese di cittadinanza, età 18-30 al momento della domanda, passaporto valido, biglietto di rientro o fondi sufficienti per acquistarlo, risorse economiche iniziali per i primi tempi, assenza di persone a carico e idoneità sanitaria. Le domande, in base alle regole generali sui visti, vanno presentate prima della partenza presso la rete consolare giapponese in Italia, quindi Ambasciata a Roma o Consolato generale a Milano, e non vengono normalmente impostate come conversione dall’interno del Giappone.

Un altro elemento previsto dall’accordo è la gestione annuale dei numeri, perché ogni parte stabilisce di anno in anno quante autorizzazioni rilasciare. Questo significa che, una volta attivato, non sarà un canale illimitato e potrà avere finestre e disponibilità legate alle quote dell’anno.

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