In Giappone l’inverno non porta solo le immagini dei capibara immersi nell’acqua calda, porta anche una sfida vera e propria. Il 10 gennaio 2026 cinque parchi e zoo, dall’area di Tokyo fino a Kyushu, hanno organizzato la quattordicesima edizione della gara nazionale di “bagno più lungo”, una competizione che misura quanto tempo un capibara resta nella vasca termale allestita nel recinto. Il cronometro parte nel momento in cui l’animale entra in acqua e si ferma quando esce, e vince chi resiste più a lungo.
La formula è rimasta quella della collaborazione tra strutture diverse, ognuna con un rappresentante ufficiale. Nel 2026 hanno partecipato l’Izu Shaboten Zoo di Ito nella prefettura di Shizuoka con Truffle, il Nagasaki Bio Park con Prune, il Saitama Children’s Zoo con Hechima, il Nasu Animal Kingdom a Tochigi con Koharu e l’Ishikawa Zoo con Shita. La gara si è svolta in contemporanea con orari propri in ciascuna sede, trasformando un rito stagionale in un evento seguito in tempo reale anche dagli appassionati.
A vincere è stato Prune del Nagasaki Bio Park, primo con 1 ora 45 minuti e 18 secondi. Secondo posto per Koharu del Nasu Animal Kingdom con 1 ora, 32 minuti e 17 secondi. Truffle, volto ormai fisso della sfida per lo zoo di Ito, ha chiuso al terzo posto con 1 ora e 26 minuti, mancando l’obiettivo di rompere la serie di piazzamenti vicini alla vetta che lo accompagnava da due anni.
La gara nasce e cresce dentro una tradizione più ampia, quella dei capibara che fanno il bagno caldo nei mesi freddi, diventata negli anni una delle immagini più riconoscibili degli zoo giapponesi. Il punto, qui, non è far fare “performance” a un animale, ma costruire un momento di osservazione lenta, quasi meditativa, che attira pubblico in bassa stagione e racconta un’abitudine invernale ormai codificata. Ed è proprio questa lentezza, paradossalmente, a rendere la competizione credibile: non si chiede al capibara di fare qualcosa di innaturale, si misura quanto a lungo decide di restare dove sta bene.

