,

L’artista taiwanese e la pistola di lacrime

Nel 2016 la designer taiwanese Chen Yi Fei ha presentato Tear Gun, un oggetto a metà tra performance e design speculativo che trasforma un gesto privato come il pianto in una forma di risposta simbolica. Il progetto nasce durante il periodo di studio alla Design Academy Eindhoven, nei Paesi Bassi, e mette al centro una frizione culturale che l’autrice racconta in modo esplicito. Cresciuta in un contesto educativo in cui l’autorità dell’insegnante pesa e il dissenso viene percepito come mancanza di rispetto, Chen descrive l’esperienza di doversi adattare a un ambiente accademico più diretto, dove invece ci si aspetta che lo studente contesti e argomenti. In quel passaggio, le lacrime diventano per lei l’immagine di un blocco comunicativo prima ancora che di una fragilità emotiva.

Tear Gun rende concreto quel conflitto attraverso un dispositivo volutamente teatrale. La designer immagina di raccogliere le lacrime con un elemento indossabile posizionato sotto l’occhio, convogliarle in un piccolo contenitore e poi solidificarle rapidamente per trasformarle in piccoli proiettili di ghiaccio da caricare e “sparare” con una pistola costruita come oggetto scenico. L’azione, nel racconto legato al progetto, non è pensata come un attacco reale ma come un ribaltamento di ruolo, un modo per rendere visibile il peso della pressione e la difficoltà di trovare parole nel momento in cui ci si sente messi all’angolo.

La forza del lavoro sta proprio nell’ambiguità controllata. Il linguaggio è quello delle armi, ma l’intento è narrativo e critico. Le lacrime, di solito associate a debolezza o imbarazzo, vengono trattate come materiale e come messaggio, qualcosa che può essere raccolto, conservato e restituito al mondo quando parlare non basta. È un progetto che negli anni è tornato ciclicamente online perché l’immagine è potente e immediata, ma in origine nasce come commento sulla violenza sottile delle gerarchie e sulle regole non dette che determinano chi può parlare e come.

Lascia un commento