Shanghai presenta Moya, robot “caldo”

Il 30 gennaio 2026, a Shanghai, la società di robotica DroidUP 卓益得 ha presentato Moya, un umanoide ad alta resa “bionica” mostrato durante l’inaugurazione del nuovo spazio aziendale nella Zhangjiang Robotics Valley, a Pudong. La dimostrazione ha puntato su un’idea precisa, togliere ai robot l’aspetto da guscio rigido e restituire una presenza più “umana” attraverso pelle sintetica, microespressioni facciali e capacità di movimento su due gambe, in un contesto che la stessa azienda descrive come integrazione tra estetica umana e robotica avanzata.

Moya è alta circa 1,65 metri e pesa intorno ai 32 chili. La superficie esterna è in silicone e integra una funzione di regolazione termica che, secondo le specifiche diffuse in Cina, mantiene la pelle tra 32 e 36 gradi, una fascia vicina alla temperatura cutanea umana. Il volto è la parte più “teatrale” del progetto, con un sistema di attuazione che viene descritto con 25 unità di guida ad alta precisione per riprodurre micro-movimenti di sopracciglia, occhi e bocca, con l’obiettivo di rendere credibili espressioni come gioia, rabbia, tristezza e felicità.

Sotto la pelle, la piattaforma tecnica dichiarata è un’evoluzione della linea Walker. Nelle informazioni pubblicate in Cina si parla di un corpo con 16 gradi di libertà a livello articolare e di una camminata che l’azienda definisce con una somiglianza “umana” del 92%, oltre a funzioni di navigazione e percezione ambientale pensate per muoversi evitando ostacoli. Nelle dimostrazioni video, però, l’effetto realistico resta inevitabilmente spezzato dal passo rigido tipico degli umanoidi e dai rumori dei servomeccanismi, segno che la parte estetica, per ora, corre più veloce della naturalezza del movimento.

Il debutto di Moya arriva dopo un risultato che, per DroidUP, ha avuto un peso simbolico e mediatico. Nell’aprile 2025, alla mezza maratona di Pechino Yizhuang dedicata anche agli umanoidi, il robot Walker 2 行者二号 della società ha chiuso al terzo posto tra le macchine, con un tempo di 4 ore 25 minuti e 56 secondi. La gara è stata raccontata come un banco prova sulla resistenza, e nel caso di Walker 2 è stato sottolineato il tema dell’autonomia, perché la corsa è stata completata senza cambio batteria.

Per Shanghai, l’operazione è anche un messaggio di posizionamento industriale. Presentare un umanoide “caldo”, con pelle e volto espressivo, sposta l’attenzione dalla robotica da fabbrica a un immaginario più vicino a reception, accoglienza, retail e intrattenimento, cioè tutti i contesti in cui l’interazione e l’impatto visivo contano quanto la precisione meccanica. Moya, in questa fase, è soprattutto un prototipo dimostrativo di direzione, più che un prodotto già normalizzato nel quotidiano.

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