Il Ministero del Turismo e dello Sport thailandese ha messo sul tavolo un piano di assistenza economica per i visitatori stranieri rimasti bloccati nel Paese a causa delle cancellazioni e dei ritardi legati alle tensioni in Medio Oriente e alle conseguenti modifiche operative di alcune rotte aeree. Il riferimento è a un sostegno fino a 2.000 baht (circa 54 euro) al giorno per persona, pensato come aiuto d’emergenza per coprire spese essenziali come alloggio e pasti, entro un tetto massimo complessivo.
La cornice è quella del Foreign Tourists Assistance Fund, il fondo di assistenza per turisti stranieri gestito dal ministero, che prevede in linea generale una compensazione giornaliera nei casi di forza maggiore come chiusure dello spazio aereo e disruption dei viaggi, con un limite complessivo che può arrivare fino a 20.000 baht per persona.
Il punto chiave è che l’erogazione non viene descritta come automatica per chiunque: le autorità parlano di valutazioni legate alla gravità e alla durata della situazione e alla capacità del sistema ricettivo e dei partner di assorbire i costi nell’immediato. In altre parole, il meccanismo viene presentato come un paracadute da attivare se la crisi si prolunga e la gestione ordinaria non basta.
Sul fronte operativo, il ministero indica un coordinamento con compagnie aeree, hotel e operatori turistici per organizzare assistenza e servizi, mentre una parte del settore ricettivo viene chiamata a contribuire con tariffe agevolate e soluzioni più flessibili per limitare l’impatto sui viaggiatori in attesa di riprotezione o di nuove partenze.
Le aree più esposte restano gli hub turistici dove si concentrano i flussi internazionali e dove, in caso di cancellazioni a catena, è più probabile che si creino accumuli di passeggeri. Nei resoconti ufficiali e nelle ricostruzioni della stampa locale compaiono in particolare Phuket, Krabi e le principali porte di accesso del Paese, con un monitoraggio degli aggiornamenti su base quotidiana.

