In Asia la scena club sta cambiando pelle e soprattutto orario. Al posto dei locali chiusi e delle ore piccole stanno prendendo spazio le cafe parties, eventi diurni in cui una caffetteria diventa pista, con DJ set, luci naturali e bicchieri che sanno più di espresso, matcha o iced latte che di cocktail. È un modo di stare insieme che parla la lingua di una generazione che vuole musica e socialità senza pagare il prezzo della notte, né in salute né in tempo.
Il format funziona perché è pratico. Ti permette di ballare e uscire di casa senza trasformare la serata in una maratona, e soprattutto senza l’idea che l’alcol sia la chiave per divertirsi. In molte città asiatiche questo spostamento verso il giorno viene raccontato come una risposta al bisogno di spazi più sicuri, più leggeri e più inclusivi, dove si può restare lucidi, incontrare persone e tornare a casa presto.

Non è solo un cambio di abitudini, è anche un cambio di luoghi. Le cafe parties nascono e crescono in spazi che di solito non appartengono al clubbing, caffè di quartiere, gelaterie, rooftop, musei, shopping mall. A Hong Kong, per esempio, vengono citati format che si muovono tra diverse location e usano il mistero della venue come leva di community. A Bangkok compaiono eventi che mescolano DJ set e menu pensati per il giorno, tra coffee drinks e bakery. A Seoul si parla di party sobri o quasi, dove la qualità del caffè e il senso di community sono parte della promessa, non un dettaglio estetico.
In Cina l’onda si innesta su un contesto già favorevole, quello della cultura del caffè in piena espansione e di città dove la mattina è diventata un territorio di consumo e identità. Nei pezzi in lingua cinese dedicati al fenomeno, il coffee rave viene descritto come una festa che si incastra nell’economia del prima di lavoro, con un vantaggio evidente anche per i locali, più tempo di permanenza, più consumo ripetuto, più contenuto da condividere, e un’energia che sostituisce la palestra con qualcosa di più sociale.

Dentro questo scenario, Shanghai resta una delle città che più facilmente trasformano un trend in format. Tra i nomi che girano nella scena c’è RAVE.AM, fondato da Jordan Rojas, progetto nato in città che ha iniziato a spostarsi anche fuori, con appuntamenti indicati tra Pechino e Sanya. La logica è la stessa che sta rendendo popolari le cafe parties in tutta l’Asia, musica elettronica in orario diurno, caffè come carburante e un’idea di divertimento che non ti chiede di scegliere tra festa e giornata dopo.
