In Cina la raccolta agricola sta entrando in una fase più automatizzata, spinta da 2 fattori che negli ultimi anni pesano sempre di più, carenza di manodopera stagionale e richiesta di continuità nelle forniture. Nelle serre e nei frutteti stanno comparendo piattaforme mobili con telecamere e bracci meccanici che lavorano a turni più lunghi rispetto agli operatori umani, puntando soprattutto su colture ad alto valore dove la raccolta è ripetuta e delicata.
Il cuore tecnico è la visione artificiale. La telecamera inquadra la pianta, il software riconosce il frutto e ne valuta posizione e maturazione, poi il robot si ferma e il braccio esegue la presa e il distacco con movimenti controllati per ridurre ammaccature e rotture. In una dimostrazione raccontata da Xinhua su robot per serre di fragole, il sistema fotografa l’area, identifica il frutto maturo e avvia la sequenza di raccolta. In un caso più recente in Hebei, un prototipo per frutteti viene descritto come una piattaforma cingolata con braccio articolato e modulo di percezione visiva, pensata per muoversi anche su terreni irregolari e raccogliere senza danneggiare.
La novità non è solo la pinza che afferra. Il salto vero è l’integrazione di più fasi. In alcune filiere, soprattutto in serra, la raccolta viene collegata a sistemi di trasporto interno e a macchine di selezione e classificazione, così il prodotto passa più velocemente da pianta a cassetta, poi a controllo qualità e infine a logistica. In un esempio riportato da un portale istituzionale di Chongqing su un parco agricolo in serra, la raccolta robotizzata viene inserita in una catena che comprende trasporto, ispezione e smistamento, coordinata da una piattaforma di controllo.
In questo quadro, il lavoro umano non scompare, cambia posizione. Le persone restano dove i robot fanno più fatica, supervisione, interventi sugli imprevisti, manutenzione, controllo dei lotti e gestione dei picchi. È la logica descritta anche in analisi di riferimento sulla robotica agricola in Cina, dove la percezione tramite immagini e computer vision è indicata come tecnologia chiave per riconoscere frutti e ambiente di lavoro e rendere possibile un prelievo accurato.
Il risultato cercato è produttività più stabile, meno dipendenza dai turni stagionali e minore variabilità nella qualità del raccolto, soprattutto in colture dove ogni errore costa caro. Ecco perché la robotica sta entrando prima nelle serre e nelle produzioni specialistiche, e solo dopo nel resto dell’agricoltura.

