In Cina sta prendendo spazio un formato di intrattenimento che sta a metà tra murder mystery, serata cosplay e drama. Si entra in una stanza, si prende un ruolo, si recita una storia d’amore scritta in anticipo e, per molte giocatrici, la parte romantica non è affidata a un altro partecipante ma a un performer pagato.
Xiao ha visto morire l’uomo che ama più di dieci volte. Ogni volta lui si sacrifica, ogni volta le ripete le stesse frasi, ogni volta la storia le chiede di andare avanti e lei invece torna indietro. Non è una relazione, non è nemmeno un drama. È una sessione di gioco di ruolo dal vivo che Xiao, 24 anni, prenota a Shanghai ogni poche settimane e per cui paga volentieri, anche quando dura otto ore. Perché, dice, “sentire un uomo morire per te una volta, poi ancora, e ancora” è un’emozione che nella vita reale non trova spazio. Nei periodi di maggiore frequenza racconta di aver superato i 1.000 yuan in una settimana pur di far partire le partite.
È il mondo degli emotional scripts, una declinazione romance dei jubensha, i giochi dal vivo a copione esplosi in Cina nell’ultimo decennio e spesso ospitati in piccole sale dentro edifici commerciali o centri commerciali. Qui non si risolve un omicidio e non si corre verso una soluzione entro un tempo prestabilito. Si recita un melodramma. Amanti tragici, famiglie spezzate, confessioni, tradimenti, sacrifici. A guidare la serata c’è un dungeon master che assegna i ruoli e tiene insieme ritmo e progressione della storia. Per molti il valore sta nell’impatto emotivo di una trama vissuta in prima persona.
Il motore economico di questo segmento è una figura specifica, il lianpei, letteralmente love companion. È un personaggio non giocante interpretato da un performer pagato e assegnato come partner romantico del cliente. Molti lianpei ripetono lo stesso ruolo ogni giorno e le stesse battute vengono dette a persone diverse, con l’aspettativa che la scena risulti comunque personale. Per una parte del pubblico è anche una questione di affidabilità. Nei gruppi formati al momento, il partner in game può essere un altro giocatore poco coinvolto. Con un lianpei, invece, la parte romantica è nelle mani del cast.
La crescita del settore si legge anche nei numeri. Le stime citate parlano di circa 168.000 aziende attive nell’intrattenimento a copione, con circa 72.000 nuove registrate nel 2025 e un incremento intorno al 16 per cento rispetto all’anno precedente. Shanghai viene indicata come una delle città più dense di venue, con circa 800 nel 2023.
Per stare dietro alla domanda, i locali producono copioni più velocemente e molti titoli romance includono ormai scene dark room, momenti privati uno a uno tra cliente e love companion. Chi lavora dentro questo mondo racconta che la corsa a sfornare nuove storie ha indebolito parte della scrittura e ha spostato più responsabilità sull’improvvisazione. Yan Qi, dungeon master di Shanghai con cinque anni di esperienza, dice di poter gestire fino a dieci finali diversi per uno stesso copione, proprio perché molte scene vengono adattate in base al gruppo e alle dinamiche della serata.
La ripetizione è diventata parte del consumo. A Pechino, Zhuang Zhuang, 23 anni, racconta di aver giocato lo stesso copione quattro volte, ogni volta con un finale diverso e con partner e cast cambiati. Dice che anche quando la scrittura non è perfetta, la combinazione tra chi ti trovi davanti e le scelte fatte durante la partita cambia il percorso. Yan sostiene che oggi la maggior parte delle prenotazioni arriva da clienti abituali e che molti pagano extra per assicurarsi un love companion specifico. In alcuni casi, racconta, chi vuole una determinata combinazione di ruoli arriva a coprire anche i costi di altri personaggi pur di far partire la sessione.
Il tema più delicato resta quello dei confini, soprattutto nelle scene private. Yan descrive un metodo progressivo per calibrare il contatto fisico osservando le reazioni della cliente. Dice che parte da gesti minimi, come sfiorare le dita o prendere la mano, e va avanti solo se dall’altra parte non c’è rifiuto, fino ad arrivare ad abbracci e, in alcuni casi, a un bacio sulla fronte. Gan Shiyuan, 19 anni, dungeon master part time che ha interpretato anche ruoli di companion, racconta invece che per le performer donne il rischio percepito è più alto quando i clienti sono uomini. Cita un episodio in cui un gesto previsto dal copione, chiudere un bracciale, si è trasformato in un contatto non atteso dentro la manica del costume. Lei dice di essersi irrigidita e poi di aver mantenuto distanza per il resto della sessione per far capire che era stato superato un limite.
Sul piano delle regole, viene ricostruito un giro di vite avviato dal 2022. Sono state introdotte restrizioni per i minori e requisiti di sorveglianza nelle aree di gioco, ma l’applicazione non è uniforme tra i locali. Viene anche indicato che non tutte le stanze risultano coperte nello stesso modo, soprattutto quelle usate per i momenti one to one.
Per alcuni performer, la serata non finisce con l’ultima scena. Sono citati messaggi after sale, con cui il companion prosegue la trama via chat. Zhuang dice che le cotte sono comuni dopo storie così intense e che per il giocatore diventa necessario riportare tutto sul piano del gioco. Gan sostiene che chi interpreta ha una responsabilità nel mantenere il confine tra personaggio e persona. Yan, che lavora a tempo pieno e indica un reddito mensile intorno ai 14.000 yuan tra base e bonus, racconta anche che, in alcuni casi, vede le clienti fuori dal gioco. Dice però di tenere separata la performance dalla vita privata e, una volta finita la sessione, di parlare con loro solo come persona, non più nel ruolo.

