Corea del Sud, i varchi automatici all’immigrazione ora valgono anche per Europa

Entrare in Corea del Sud senza passare dal banco dell’immigrazione, con la fila che di solito si muove a strappi, da marzo 2026 è diventato possibile per molti più viaggiatori. Da lunedì 16 marzo l’accesso ai varchi automatici di ingresso è stato esteso da 18 a 42 Paesi, includendo Canada e 23 Paesi europei.

L’allargamento riguarda 19 Paesi dell’Unione Europea e i quattro Stati non UE dell’area Schengen citati nel provvedimento, cioè Norvegia, Liechtenstein, Svizzera e Islanda, oltre al Canada. In pratica, per una fetta molto più ampia di viaggiatori l’arrivo può diventare un passaggio da “scanner e via”, senza timbri e senza sportello, quando i varchi sono disponibili e operativi nello scalo di arrivo.

Il motivo è anche politico, oltre che logistico. L’estensione è stata costruita su criteri di reciprocità: per i Paesi europei viene indicata la possibilità di utilizzo reciproco dei sistemi automatici, mentre per il Canada pesa il fatto che i cittadini coreani possano già usare procedure d’ingresso semplificate tramite chioschi.

Per chi viaggia, la parte utile è questa. I varchi automatici sono pensati per l’ingresso, quindi appena scesi dall’aereo, e funzionano con verifica documentale e biometrica. In generale, serve un passaporto elettronico leggibile dal sistema e bisogna seguire la sequenza a schermo, scansione del passaporto, controllo volto, conferma e apertura del gate. Se il sistema non valida i dati o se scatta un controllo aggiuntivo, si viene reindirizzati allo sportello tradizionale.

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