Sabato 28 marzo, alle 20.30 in punto, in Thailandia scatta l’ora di buio simbolico dell’Earth Hour. Per sessanta minuti, fino alle 21.30, governo e autorità invitano cittadini e aziende a spegnere luci non essenziali e a ridurre l’uso di apparecchi elettrici, come gesto collettivo di risparmio energetico e sensibilizzazione climatica.
L’iniziativa rientra nella campagna globale che ogni anno chiede di “dare un’ora alla Terra” spegnendo l’illuminazione superflua. In Thailandia l’appello punta su azioni semplici ma immediate: abbassare le luci di casa, spegnere insegne e illuminazioni decorative, staccare caricabatterie e dispositivi inutilizzati, rimandare attività energivore. L’obiettivo dichiarato è ridurre consumi non necessari e ricordare, in modo visibile, il legame tra energia e emissioni.
L’evento è pensato per coinvolgere anche edifici pubblici e grandi complessi urbani, dove l’effetto è più evidente. Non è una misura “anti blackout”, ma un gesto coordinato che usa il buio come linguaggio comune. Un’ora sola, uguale per tutti, per trasformare un’abitudine privata in un segnale pubblico.

