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Anche questa è Cina

Oggi pomeriggio, assolutamente in stato comatoso (legato solo al sonno…) rientro a casa e, dopo dieci minuti di catalessi sul letto, dico “No, Ambra, è sabato, è la tua giornata, esci e torna un donna (sì, assomigliavo più o meno ad una pattumiera). E così, dopo una serie di duelli con la me stessa che voleva restare a letto, sono uscita. Beh, che dire, ormai sono il boss della zona!!! Quando scendo ed entro al supermarket sotto casa non mi fanno nemmeno dire 你好 perchè sanno già quello che voglio, appena entro nei ristoranti trovo praticamente apparecchiato con quello che mi piace, se vado dal parrucchiere sa già il genere di film che mi deve proiettare perchè io stia immobile per almeno due ore e l’estetista ha anche la sedia pronta fuori, nel caso ci sia gente, all’orario prestabilito. Potenza dell’essere con gli occhi grandi in un paese dove un miliardo e seicento persone li hanno a mandorla o forse potenza del buon senso…per evitare di avere rotte le scatole da una come me con il cinese pessimo che mi ritrovo!
Insomma, esco e decido che il mio pomeriggio prevede parrucchiere, estetista, centro massaggi.
Da dove cominciare? Una persona normale farebbe tutto in ordine ma io, invece, faccio tutto secondo la logica chi ha meno confusione mi avrà come cliente per prima. E così, dopo una veloce capatina dall’estetista, mi fiondo dal parrucchiere. Mi accolgono con la solita faccia contentissima, il mio hair stylist preferito si avvicina, mi chiede se voglio la solita piega, rispondo di no e in due secondi dieci persone si attivano. Chi mi toglie la giacca, chi mi prepara il the, chi mi mette la mantella, chi provcura il computer con le foto dei modelli, chi mi comincia a fare i massaggi. No, non sono una star, siamo in Cina qui tutti si prodigano ai tuoi piedi.


Mi siedo, mi fanno lo shampoo, scelgo la piega che mi piace oggi (al costo di 3 euro quindi in realtà ne potresti scegliere almeno 4 o 5 al giorno pagando come in Italia), l’assistente dell’hair stylist mi mette il computer davanti e parte il film. Sanno che mi piacciono quelli d’azione e quindi oggi è la volta di “Transporter 2” rigorosamente con i sottotitoli cinesi perchè sanno che sto cercando di impararlo. Geniale anche la scelta del film stavolta perchp non solo è d’azione ma c’è anche Alessandro Gassman, quindi il tocco di finezza nella scelta di un film con un attore italiano.
Mentre sorseggio il thè ho circa 4 persone che mi accerchiano. Uno mi pulisce le orecchie, uno mi prende il telefono che sta suonando, un altro mi fa i massaggi alla schiena e l’ultimo, naturalmente, mi fa i capelli. Sono immersa nel film. Cioè veramente, sarà una delle solite cazzate americane però a me è piaciuto il primo quindi perchè non tentare con il secondo? Mentre sono immersa nella più totale goduria comincio a sentire due donne che iniziano ad urlare. Qui è normale. Tutti urlano. Forse è per questo che mi trovo così bene….
All’inizio, di conseguenza, non ci faccio caso, fino a che non sento un rumore sordo e poi un crash, qualcosa che ha impattato contro il muro. Cerco di fingere di nulla, forse hanno involontariamente rotto qualcosa, ma il rumore prosegue. Alzo gli occhi e mi accorgo che un tizio cinese (è un parrucchiere soltanto per donne) ha appenba preso la sua giacca e in modo particolrmente sospetto se la sta defilando. Ancora un crash. Stavolta mi giro. Le due donne hanno appena cominciato a tirare tutto quello che si ritrovano davanti. Posaceneri, phon, spazzole, tazze da thè, e chi più ne ha più ne metta. Una delle due, con una quantomeno ambigua camicia bianca con i volant azzurri (la gonna rosa e le scarpe rosse), strappa il phon dalle mani del parrucchiere ed inizia ad asciugarsi i capelli continuandoi ad urlare contro l’altra che ora è in piedi con una tazza da the in mano. Comincia il panico. Le due continuano a scagliare oggetti per la sala mentre il fuggitivo di qualche minuto prima le guarda in strada, dalla vetrina. Il personale comincia a nascondersi e, naturalmente, lo stesso faccio io. Con i capelli ancora bagnati e un enorme sorriso sulle labbra, mi ritrovo nascosta dietro l’hair stylist che, a sua volta, è nascosto dietro una sedia. La scena è tutta per loro. Il fuggitivo sembra tra l’impaurito e il divertito e le due, che inizialmente sembravano tanto amiche, non smettono di ammazzarsi. Ad un certo punto il direttore, visto il terrore negli occhi dei clienti, fa un atto di forza e si butta nella mischia. Prende la tipa con i volant e la porta fuori. Cerca di calmarla mentre l’altra ancora sbraita dentro insieme con i poveri parrucchieri nascosti. Dopo circa 20 minuti di panico tutto sembra tornare al proprio posto. La tipa dei volant è di nuovo sulla sedia, il parrucchiere di nuovo con il phon in mano e l’altra è allo shampoo. Mi risiedo, torno a guardare il film. Le due finiscono il loro trattamento e decidono di andare via. La tipa dei volant apre furiosamente l’armadio dei giubbotti e cerca il suo, l’altra l’aspetta. Si guardano in cagnesco. Mentre la prima prende il giubbotto l’altra le tira un portacenere. Non la colpisce. Il direttore, forse giò avezzo a questi comportamenti, è pronto. Prende la tipa dei volant e la porta di nuovo fuori. L’altra, però, stavolta la sgue. Io ho finito. Pago il conto ancora sconvolta ed esco in strada, dove la rissa sta continuando. Entro dall’estetista. Questa era la giornata dedicata a me, penso, ma la curiosità è troppa. Ok sono una giornalista, che ci volete fare???? Esco dall’estetista qualche secondo dopo essere entrata ma non le vedo più. Sento, però ancora le urla. Chissà dove le hanno portate. Rientro dal’estetista abbastanza delusa per non avere assistito alla fine di questo dramma. Peccato!
Ma anche questa è Cina…dopo tutto!

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