In Corea del Sud, l’economia dei servizi ha inventato occupazioni che sembrano veramente stranissime. Alcuni ruoli arrivano dalla tradizione, altri sono figli dell’era della vita urbana iperorganizzata. E quasi sempre, dietro l’etichetta “bizzarra”, c’è un motivo pratico che li rende plausibili e richiesti.

Portatore di bara tradizionale
(상여꾼 oppure 향도꾼)
Nella cultura funebre tradizionale coreana, quando il feretro veniva trasportato fino al luogo di sepoltura con l’uso dell’imbarcazione terrestre più simbolica di tutte, il 상여, servivano persone incaricate di portarlo. Quelle figure sono chiamate 상여꾼, e in alcune descrizioni anche 향도꾼, un ruolo legato a un’organizzazione collettiva del rito e alla logistica del corteo. Oggi, nella Corea contemporanea, la forma del funerale è cambiata e i contesti urbani hanno ridotto drasticamente certe pratiche, ma la memoria del mestiere resta ben documentata come parte del patrimonio culturale e della terminologia delle esequie tradizionali.

Piangere a pagamento
(곡비)
Se c’è un lavoro che sembra inventato da una serie tv, è quello della 곡비, letteralmente una “donna che piange” ingaggiata per le cerimonie funebri. È una figura storicamente attestata nel contesto coreano legato ai riti e alle gerarchie sociali, quando il pianto rituale era considerato parte integrante dell’etichetta del lutto e della rappresentazione pubblica del cordoglio. Non è il tipo di occupazione che oggi trovi con un annuncio standard, ma il concetto resta noto nella cultura e viene ancora citato quando si parla di usanze funebri della Corea premoderna e del valore simbolico della lamentazione.

Amico o parente a noleggio
(렌탈인간 서비스 e, in versioni più specifiche, 하객 대행)
Negli ultimi decenni, soprattutto nelle grandi città, si è diffuso un mercato di servizi basati sulla presenza scenica, persone ingaggiate per “riempire” un evento, accompagnare qualcuno a un appuntamento sociale, presentarsi come conoscente, collega, parente, o come invitato a un matrimonio. In coreano circola l’idea di 렌탈인간 서비스, letteralmente “servizio di noleggio umano”, e nelle declinazioni più note esiste il filone delle presenze a cerimonie, spesso indicato come 하객 대행. È un lavoro che richiede soprattutto autocontrollo, capacità relazionale, puntualità e un minimo di recitazione, perché la richiesta non è solo esserci, ma saper stare al proprio posto senza creare attrito.

Tester di sonno e soggiorni
(숙박 체험단)
Chiamarlo “lavoro” in senso classico è discutibile, ma in Corea il mondo dei 체험단 è diventato una macchina parallela di marketing e recensioni, e dentro ci sono anche ruoli che ruotano attorno al dormire. Hotel, strutture ricettive e marchi legati al riposo reclutano persone per provare camere e servizi, verificare comfort, isolamento acustico, qualità del letto, esperienza complessiva, e poi raccontare tutto con foto e report secondo regole precise. Il termine che ricorre è 숙박 체험단, e il confine tra opportunità, collaborazione e micro lavoro dipende dal singolo progetto e da quanto è strutturata la richiesta di contenuti.

Aiutante ai passaggi pedonali
(교통안전도우미 e, in alcuni progetti locali, 시니어 녹색단)
Qui la stranezza dura pochi secondi, poi diventa chiarissima. In molte aree, soprattutto vicino alle scuole o nei punti di attraversamento più delicati, esistono progetti che impiegano persone, spesso anziane, per fare presenza, segnalare l’attraversamento, usare bandierine o strumenti visivi e aiutare pedoni e automobilisti a vedersi in tempo. È una misura di sicurezza e, allo stesso tempo, un pezzo del sistema di lavori socialmente utili per la popolazione senior. Nomi come 교통안전도우미 o 시니어 녹색단 compaiono nelle attività locali e nei programmi di impiego dedicati.

Professionista delle file
(줄서기 대행 oppure 대리 줄서기)
Con i lanci a tempo, i pop up, le edizioni limitate e le aperture al minuto, la fila è diventata una valuta. In Corea esiste un mercato di 줄서기 대행, il “servizio di fila”, e di 대리 줄서기, la “fila per conto terzi”, che va dal food famoso alle boutique di lusso nei giorni di release. È un lavoro semplice solo in apparenza, perché richiede ore in piedi, gestione dei numeri, regole dei negozi sempre diverse e un livello di pazienza che non tutti hanno. E proprio perché è un mercato reale, alcuni esercizi hanno iniziato a contrastarlo apertamente quando la fila si trasforma in rivendita o altera l’accesso dei clienti normali.

