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In Thailandia ti sdrai in una bara per scacciare la sfortuna

In Thailandia esiste un rito chiamato norn long sop, sdraiarsi nella bara. In diversi templi viene proposto come cerimonia per sciogliere la sfortuna e rinforzare la fortuna personale, con una sequenza di canti, posizione del corpo e benedizioni finali.

A Wat Takian, nella provincia di Nonthaburi, la procedura è scandita in modo preciso. Il partecipante resta nella bara per circa cinque minuti mentre quattro monaci recitano i canti del bangsukun. La prima parte avviene con la testa rivolta a ovest durante il bangsukun tai, poi ci si gira verso est e si passa al bangsukun pen, seguita da precetti e benedizioni.

Nello stesso tempio, in giornate di grande affluenza come l’inizio dell’anno, vengono predisposte più bare e la cerimonia viene gestita a turni, mantenendo invariati i passaggi centrali.

A Nakhon Nayok, al Wat Luang Por Pak Daeng, il rito viene organizzato con cinque bare preparate nell’area della cerimonia. Anche qui i monaci recitano preghiere legate ai funerali mentre i partecipanti sono distesi, con la testa rivolta a ovest prima di girarsi verso est. La chiusura avviene con benedizioni che il tempio presenta come utili a rimuovere influenze negative e portare auspicio. Per questa sede viene indicata anche una fascia oraria di svolgimento quotidiano, tra le 8 e le 16.

In alcuni casi la cerimonia è affiancata da gesti aggiuntivi. Vengono citati segni sacri su fronte e palmi e yantra applicati su oggetti personali come portafogli e telefoni, presentati come pratiche collegate a lavoro e finanze.

Il rito non resta confinato al centro del Paese. Nel Nord, nella provincia di Phayao, viene descritta una cerimonia presso il Wat Luang Ratchasanthan, con la recitazione del bangsukun pen e del bangsukun tai, e l’aspersione di acqua benedetta come chiusura. Nell’Est, a Chonburi, al Wat Jukkachoe nel distretto di Si Racha, viene segnalata la partecipazione di persone che entrano nella bara durante i canti, con indicazione che il tempio organizza il rito nei fine settimana e nei giorni festivi.

Il copione, nei diversi luoghi, resta riconoscibile. Si entra nella bara, si seguono le indicazioni di orientamento, si ascoltano i canti del bangsukun e si conclude con la benedizione. Cambiano la provincia, il numero di bare e l’orario, ma l’esperienza proposta ai partecipanti è sempre quella di un passaggio rituale guidato, concentrato in pochi minuti, pensato per segnare una ripartenza.

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