Corea del Sud lancia il “viaggio a metà prezzo”

Da aprile a fine giugno 2026, chi viaggia in alcune aree selezionate della Corea del Sud potrà ricevere indietro il 50 per cento delle spese sotto forma di buoni digitali regionali, spendibili poi sul territorio. Il progetto pilota, costruito per incentivare il turismo nelle zone a rischio spopolamento, coinvolge 16 governi locali scelti a livello nazionale.

Il meccanismo è semplice sulla carta e molto coreano nella forma. Prima si presenta un piano di viaggio alla località scelta, poi si parte davvero, si conservano le prove di spesa e, dopo la verifica, arriva il rimborso in “mobile regional gift certificate”, cioè voucher legati a quel territorio. Il programma è aperto ai maggiorenni e prevede anche un tetto massimo al rimborso, con limiti più alti per chi viaggia in gruppo.

Dove vale il rimborso

Le 16 aree selezionate sono distribuite tra province interne e coste meno battute rispetto ai soliti itinerari. In elenco ci sono:
PyeongChang, Yeongwol e Hoengseong (Gangwon)
Jecheon (Chungcheong settentrionale)
Gochang (Jeolla settentrionale)
Gangjin, Yeonggwang, Haenam, Goheung, Wando e Yeongam (Jeolla meridionale)
Miryang, Hadong, Hapcheon, Geochang e Namhae (Gyeongsang meridionale).

Quanto si recupera e in che formato

Il rimborso copre metà delle spese di viaggio riconosciute dal programma e viene erogato come buono regionale digitale. Il tetto indicato per singolo viaggiatore è di 100.000 won, mentre per i gruppi da due persone in su può arrivare a 200.000 won, con utilizzo legato alle attività convenzionate e al territorio che ha emesso i voucher.

Tempistiche

La finestra operativa è aprile-giugno 2026, con avvio effettivo legato ai tempi di preparazione di ciascuna amministrazione locale. In alcune aree, l’attivazione viene indicata “nel corso di aprile”.

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