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Giappone, biglietti più cari per i turisti stranieri

Il governo giapponese sta valutando un aumento del prezzo dei biglietti per i visitatori stranieri nei principali musei nazionali, a partire dal Tokyo National Museum di Ueno. L’idea è introdurre un sistema a doppia tariffa, con i turisti che pagherebbero più dei residenti in Giappone, come parte di un piano per rendere queste istituzioni meno dipendenti dai finanziamenti pubblici.

La proposta arriva dall’Agenzia per gli Affari Culturali, che chiede ai musei della rete nazionale di coprire con entrate proprie una quota più ampia dei costi di gestione. Nel mirino ci sono incassi da biglietteria e merchandising, con un obiettivo indicato per il 2030 pari al 65 per cento dei costi operativi, circa dieci punti in più rispetto ai livelli attuali. Il piano prevede anche una soglia di controllo a fine anno fiscale 2029. I musei che restassero sotto il 40 per cento potrebbero andare incontro a riorganizzazioni, con l’ipotesi, nei casi più critici, di accorpamenti o chiusure. Per il National Museum of Nature and Science, sempre a Ueno, viene indicata un’eccezione senza una soglia minima resa pubblica.

L’intervento riguarda dodici musei tra arte, storia e scienza. Nella lista compaiono, tra gli altri, il Tokyo National Museum, i musei nazionali di Kyoto, Nara e Kyushu, il National Museum of Modern Art di Tokyo e Kyoto, il National Museum of Western Art, il National Art Center di Tokyo, il National Museum of Art di Osaka, il National Film Archive of Japan, oltre al Museum of the Imperial Collections Sannomaru Shozokan e al National Museum of Nature and Science. Tre di questi sono concentrati proprio nell’area di Ueno Park, uno dei poli museali più frequentati della capitale.

Prima di arrivare al rialzo generalizzato dei prezzi, sul tavolo ci sono anche misure considerate più “gestionali”, come aperture serali e una durata più lunga delle mostre temporanee per distribuire meglio i flussi e aumentare la capacità di accoglienza. Ma la soluzione che sta facendo più discutere è la doppia tariffa, con una scadenza indicata non oltre marzo 2031 per l’adozione del modello.

Il tema è delicato perché si intreccia con la fase attuale del turismo in Giappone, alimentata anche dallo yen debole, e con l’effetto opposto percepito dai residenti, tra inflazione e potere d’acquisto sotto pressione. A complicare ulteriormente il quadro c’è il numero crescente di residenti stranieri nel Paese, con la questione pratica di come distinguerli dai turisti al momento dell’acquisto. In uno scenario a doppia tariffa, potrebbe essere richiesto di dimostrare la residenza per accedere al prezzo “locale”, con il rischio di trasformare la biglietteria in un passaggio più burocratico e meno accogliente.

Al momento si parla di una linea di indirizzo e di un obiettivo di policy, non di un listino già fissato. La discussione, però, è già entrata nel merito. Quanto far pagare di più e con quali criteri, soprattutto, sarà la parte che deciderà se la misura diventerà un semplice strumento di bilancio o un cambio strutturale nel modo in cui il Giappone gestisce l’accesso alla propria cultura pubblica.

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