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Dalla Mongolia a Shanghai senza passare dal via a ritirare 20000 lire

Oggi mi è arrivato un msg su facebook da una persona che non conosco e che mi ha scritto qualcosa di straordinario oltre a dipingere perfettamente, anche non conoscendomi, la mia innata capacità di cacciarmi nei guai (ma si nota veramente così tanto????).Parlando della mia esperienza in Cina ha scritto: “Bella perchè mostri ogni avvenimento, in un paese così lontano in tutto, che ti accoglie nei suoi ritmi e tradizioni, che vivi con una naturalezza estremamente attuale, come se tu fossi veramente una parte di quel mondo e, allo stesso tempo, tu sia diventata la miglior AMBRASCiatrice del tuo mondo. Legata ad un uso moderato dell’enfasi e piena dello stupore che pochi ancora riescono a provare o cercano di soffocare, per la sapienza innata che usi nel combinare pasticci dai quali riesci a tirarti fuori all’ultimo istante inventando, anche a te stessa, la cosa migliore da fare al momento”.

Wow… dopo averlo letto mi sono emozionata e così, in onore di questo messaggio e soprattutto perchè oggi finalmente ho un pò di tempo perchè ho finito di lavorare sono in albergo a Shanghai e ho di nuovo internet, torno a scrivere su questo blog che nell’ultimo periodo ho veramente abbandonato causa troppo lavoro.
Allora visto e considerato che l’argomento di oggi sono i miei guai adesso vi racconto come è saltata la mia vacanza in Mongolia e sono di nuovo a Shanghai.
Come avevo già scritto su Fb sono settimane che io Piera e Laura, le mie due coinquiline, ci prepariamo per questa vacanza dell’1-2 e 3 maggio in Mongolia Interna. Informazioni sul clima, ricerca dell’agenzia di viaggio, preparazione psicologica al pensiero di dormire nel deserto, fotocopie di documenti, medicinali da portare, ecc. La partenza era prevista alle 6 del mattino di sabato. Perchè era prevista? Perchè naturalmente non posso mai organizzare qualcosa che poi vada esattamente come previsto. Ecco perchè oggi, invece di essere in groppa ad un cammello, sono in una camera d’albergo di Shanghai! Com’è nato questo cambiamento di programma? Semplice…mi trovavo mercoledì nella mia cameretta a Pechino, tutta contenta di chiamare i miei e comunicare loro la mia partenza. Quando lo racconto a mio padre mi espone le sue perplessità “Ambra ma ti sembra il caso?Sei lì per lavorare o andare in vacanza?” e io “Papà ma qui 1-2-3 maggio è vacanza!” e lui “E tu ripassa il cinese invece di pensare di andartene a fare surf nel deserto” e io “Ma io ho bisogno di una vacanza!Sto lavorando come una matta non ho manco il tempo di dormire…io necessito una vacanza!” Da qui in poi evito il resto della conversazione operchè sarebbe piena di argghhh *!?# !!!## ecc… Ebbene, devo ammettere che dopo 29 anni avrei dovuto avere il sentore già da mercoledì dell’alternativo corso degli eventi. Ma siccome sono una povera illusa ho continuato a negare il mio destino nefasto e crudele e ho continuato a fingere che sarei andata in Mongolia. Il giovedì secondo campanello d’allarme. Mi chiama mio padre “scusa Ambra quando verrà inaugurato l’Expo di Shanghai?” e io con la consapevolezza che la sua fosse solo una domanda retorica “Sabato mattina” e lui “E tu mi spieghi come dovresti spedire il pezzo al giornale per lunedì mattina dal deserto???” e io “e se telefono e lo detto ai dimafoni?” e lui “allora intanto non ci sono più dimafoni al giornale e poi scusami ma anche se ce ne fossero tu da dove le prenderesti le notizie dell’inaugurazione dalla palla di cristallo che troverai nel deserto?” Proseguio della conversazione sempre pieno di ?!?# arrrgghhh gulp, ecc.
Io sono testarda, lo so e certe volte me ne compiaccio anche. Però talvolta alla mia testardaggine si unisce anche il mio vivere completamente e totalmente nel mio mondo dei sogni. Ho capito che ho deciso che voglio andare in Mongolia e che ho intenzione di combattere fino alla fine, ma perchè non mi rendo conto che al momento sono Don Chisciotte contro i mulini al vento????
Niente, nemmeno il secondo segnale mi ferma. Sfoglio il libretto dell’agenzia di viaggi della Mongolia, comincio a guardare la guida Lonely Planet per capire com’è fatto sto paese, chiedo al tipo dell’agenzia interinale altre delucidazione. Insomma IO VADO IN MONGOLIA. Si… certo…fino a che non arriva venerdì e l’On. Prestigiacomo decide che ad inaugurare il padiglione italiano dell’Expo di Shanghai sarà lei (ovviamente era già deciso da prima… lo sto solosottolineando in modo ironico). La Prestigiacomo è siciliana, di preciso siracusana. Ora io dico tra tutti i ministri che ci sono in Italia ma perchè doveva venire una siciliana???? Il risultato di questo avvenimento è che mi viene comunicato ufficialmente da mio padre, perchè dal giornale hanno difficoltà a contattarmi al telefono, che devo prendere armi e bagagli e volarmene a Shnghai il prima possibile perchè dal Ministero dell’ambiente è arrivato l’ok per l’intervista all’Onorevole. Sono le 6 del pomeriggio di venerdì. Io sul letto ho la valigia aperta che sto per preparare per la Mongolia. CHiamo l’addetto stampa del Ministro, mi dice che possiamo incontrarci sabato mattina prima di mezzogiorno…a Shanghai…ovvero a 1700 chilometri da Pechino…e sono le 6 del pomeriggio di venerdì!Comunico questa cosa a mio padre che mi risponde “e che stai aspettando vai all’aeroporto a prendere l’aereo!”. Si ok io sono in pigiama, ho la valigia vuota sul letto, le medicine contro la dissenteria nel beauty case e ora, in questo preciso istante, come per magia, devo teletrasportarmi all’aeroporto di Pechino… “Papà ma io ho bisogno almeno di un’ora!!!”.
Comunico a Piera quello che è appena accaduto e le dico anche che devo uscire a comprare un paio di scarpe per l’abito che ho (vi chiederete perchè le ho comunicato delle scarpe, in realtà non gliel’ho comunicato gliel’ho chiesto perchè il mio portafogli, per evitare il mio continuo sperperare, lo tiene lei). Metto il giubbotto e vedo che lei è immobile e mi guarda. “Che c’è?” Sorride “Ma secondo te il tuo primo pensiero devono essere le scarpe o il biglietto aereo che domani c’è l’inauguarazione e i posti saranno tutti esauriti?”. La guardo con aria di sfida…dai Piera…ma come possono non esserci posti disponibili sull’aereo dalla capitale alla capitale finanziaria?? Ci saranno centinaia di aerei e di compagnie! Mi restituisce lo sguardo di sfida “Ok, cercali”. Ah maledetta la mia lingua lunga…sto un’ora intera su internet e al telefono con tutte le compagnie aeree presenti, ma dico proprio tutte comprese quelle che hanno gli aerei ancora con l’elica davanti e li fanno partire a mano. Niente, il totale nulla. Tutto esaurito. E ora che faccio??? Mio padre ha l’illuminazione “prova con il treno!” Ci vestiamo di corsa e andiamo alla stazione. Sono le sette e mezza di sera. Io non ho una valigia pronta, non ho un biglietto per arrivare a Shanghai, ho solo una camera d’albergo prenotata e la consapevolezza che, anche a piedi, io domani devo essere a Shanghai. Arrivo in stazione e la signorina mi dice che l’ultimo treno parte alle 20.30… ok è finita… ora la mia unica alternativa è il pullmann, che non so nemmeno se esista per shanghai, o l’autostopo. Mentre mestamente torniamo a casa in metro mi vedo agli angoli della strada con il pollice di lato e la coscia di fuori a chiedere un passaggio al camionista Bubba (si lo so siamo in Cina ma nel mio immaginario i camionisti e i carcerati si chiamano tutti Bubba) che poi mi violenterà e taglierà a pezzetti, eh si arriverò a Shanghai ma dentro la confezione della carne in scatola!

SECONDA PARTE

Eliminata la possibilità di Bubba e con l’umore a pezzi torno a casa. Comunico a mio padre la problematica “MEZZO DI TRASPORTO” e lui, in tutta risposta, mi dice “ma la colpa è tutta tua, ci dovevi pensare prima le cose non si fanno all’ultimo minuto”. Ok, ora urlo. 1)Non avevo idea che sarei partita per Shanghai fino a 30 secondi prima della ricerca del biglietto. 2)Avevo la valigia fatta per un’altra meta cosa che ci riporta al punto 1. 3)Sono 3 ore che giro come una matta tra Pechino e Internet alla ricerca di un fantomatico biglietto e ancora oggi non ho acquistato una compagnia aerea

Risultato: CHE COLPA NE HO IO?????????????????

La verità è che nel 90% dei casi, quando succedono cose del genere, o in generale quando succede qualcosa, la colpa è mia. Chi ha rubato la marmellata? Ambra. Chi ha avuto l’idea di imitare Dawson’s Creek all’aeroporto e rischiare l’arresto? Ambra. Chi ha deciso autonomamente di scavalcare dentro casa di una persona e farsi il bagno nella sua piscina? Ambra. E insomma cose del genere… a Catania, nella mia città, di solito in questi casi si dice “fatti a nomina e vo cucchiti” (ora non so nemmeno se l’ho scritto bene però accettate la mia ignoranza vi prego…) che in poche parole vuol dire ti sei fatto questo tipo di nomina e ora te la tieni. Ecco, avendo espresso chiaramente questo concetto ora comprenderete perchè se dovesse esserci un acquazzone in Monzambico mio padre o chi per lui darebbe la colpa a me! Comunque siccome non sono una che si arrende e se decido che voglio una cosa a qualunque costo la ottengo continuo a cercare biglietti aerei fino alle 22 orario in cui Piera mi passa gentilmente un panino di Subway direttamente in camera perchè non mangio da non so quando e ormai dopo tutte quelle ore a cercare biglietti ho gli occhi iniettati di sangue!Alla fine, ovviamente, il biglietto non lo

trovo. Nemmeno per il giorno dopo. Così stacco internet e comincia la volta delle telefonate alle compagniee aeree, alle agenzie e all’aeroporto. Telefonate che durano fino alle 2 di notte (le agenzie che chiamavo erano italiane…) quando tolgo le cuffie da dosso (che ormai tra me e la centralinista della vodafone non c’è differenza) e mi arrendo al fatto che tra due ore dovrò prendere un taxi e recarmi all’aeroporto nella speranza di trovare un volo direttamente là. Così mi lavo, mi vesto di tutto punto con il tailleur e le converse ai piedi (con il calcolo che avevo fatto tra tempistica aereo e relativo ritardo, metropolitana, albergo per posare la valigia e taxi devo avere ai piedi delle scarpe comode per poter correre), preparo la valigia e attendo sdraiata sul divano il mio imminente destino, che arriva, puntuale come un orologio svizzero, alle ore 3 e mezza locali con la chiamata di mia madre “ambra alzati che se no perdi l’aereoooooooo”. E così mi alzo, prendo il taxi e arrivo all’aeroporto dove la gentilissima signorina del centro informazioni mi comunica che la tipa con cui avevo parlato al telefono e che mi aveva suggerito di arrivare alle 4 e mezza deve essersi sbagliata. Gli impiegati per l’acquisto dei biglietti, infatti, non arriveranno prima delle 5.30…

Ma che cosa ho fatto di male io????????????

TERZA PARTE

E così dopo tutti i disastri, il rischio di finire in mano a Bubba il camionista cinese, le corse con Piera, il taxi alle 4 del mattino e l’arrivo al box dei biglietti troppo presto, mi ritrovo qui, in aeroporto, con il tailleur nero (visto che mi devo incontrare di mattina con il Ministro e non ho il tempo di cambiarmi) e le Converse ai piedi. Si lo so in Italia la gente mi avrebbe guardato come una psicopatica ma qui in Cina sono normale. Tutti quelli che ho attorno stanno pensando che sono semplicemente delle scarpe che ho deciso di accoppiare al vestito. Nessuno si porrà il problema “ma che diavolo ci fa con le scarpe da tennis il tailleur e la collana di perle??”. Quando, infatti, in aereo dalla mia borsa escono magicamente le decollete la tipa seduta accanto a me mi prende per psicopatica!E dire che siamo in prima classe! “In prima classe?”, direte. Ah già perchè questa non ve l’ho ancora detta. Eh si perchè in effetti il problema dei biglietti non era legato a Ctrip, eadreams o a qualunque agenzia di viaggi che non riusciva a prenotarmi il biglietto in un lasso di tempo così breve. Il problema era la mancanza reale dei biglietti!E così, dopo avere sgomitato per riuscire ad ottenere il mio posto in fila e avere litigato con la tizia, ultima arrivata, che appena mi ha visto (no occhi a mandorla?= polla da poter prendere in giro), gentilmente mi si è parata davanti cercando di prendere il mio turno, riesco a prendere l’unico biglietto rimasto nel volo Pechino- Shanghai che parte alle 8.30. Beh poco male…arriverò a Shanghai per le 10.50, 20 minuti di metro, 10 di taxi, poso le valigie, alle 12 massimo sono all’Expo dal Ministro. Si…povera fessa…credici! Con il mio bel biglietto e le mie belle Converse mi avvio verso la bussiness lounge, faccio colazione (ma perchè anche nello spazio riservato i cinesi devono SOLO mettere cibo cinese????), parlo un pò con i miei su skype, leggo qualche giornale e mi sdraio un pò nelle “camerette” riservate agli ospiti della prima. Poi si fanno le 8.10…allora esco dalla mia lounge room preferita (ridatemela vi pregoooo) passo dal corridoio speciale per andare in prima (eh già oggi sono proprio una vip), mi posiziono nella mia bellisima poltrona (che praticamente appena abbassi schienale e alzi il poggia gambe diventa una specie di letto), uso la tovaglietta calda, mi poggio sul cuscino che mi hanno appena fornito, bevo un pò di succo, metto la mascherina e chiudo gli occhi. Perfetto, penso, adesso sta andando tutto alla grande, che giornata stupenda! Ma siccome, come mi accade sempre, esattamente nel momento in cui penso una cosa accade esattamente l’opposto (per intenderci…oggi avevo pensato “Ma guarda un pò è la prima volta che non mi si sfaldano le unghia…mi stanno crescendo e non si spezzano”…naturalmente un minuto dopo questa frase il mio indice ha avuto un contatto inasepttato con la cerniera della borsa del computer e quindi al momento sembro una tipica cinese con alcune unghia lunghe e altre corte) ecco arrivare puntuale la voce dell’hostess “ci scusiamo ma l’aereo partirà alle 9.30”. Ecco la frittata è servita. Io ho appena fatto i salti mortali per essere su questo aereo, non ho dormito, ho pagato una fortuna questo biglietto, ho rinunciato al mio viaggio in Mongolia e…non potrò incontrare il Ministro perchè non arriverò prima delle 13 all’Expo… e lei sarà già al pranzo ufficiale! No, non ci sto credendo!Nooooooooooo… Ok, niente panico. Aristotele diceva “Se c’è una soluzione…perchè ti preoccupi? E se non c’è una soluzione…perchè ti preoccupi?”. Certo, io avrei preferito essere nella prima condizione piuttosto che nella seconda. Ma visto che ormai sono diventata una stoica e sto per raggiungere l’atarassia…beh continuo a godermi sto viaggio che tanto, non c’è molto da fare. Quindi mentre l’hostess arriva da me per portarmi il menù della colazione io ho un sorriso a 36 denti!

Felicità? No, diciamo più rassegnazione…

ULTIMA PARTE

Finalmente sono atterrata a Shanghai. Dopo innumerevoli peripezie e più di un’ora di ritardo sono qui. Sono le 12 e io ho circa 0 minuti per (in ordine): prendere la metro per arrivare al centro della città, chiamare un taxi che mi porti in albergo, fare check in, posare le valigie prendere un altro tazi e arrivare all’expo. Si, ok…se non mi procuro un giratempo di Harry Potter credo sia realmente difficile pensare di potere fare anche la metà di queste operazioni. Vabbè, comunque ci provo, che poi non si dica che non ho tentato il tutto per tutto!
Ce la farà la nostra eroina (vi starete chiedendo)?
E con questo pensiero (si perchè la frase ce la farà la nostra eroina era bella stampata nella mia mente, come se fossi un personaggio di un libro…sarò matta?Si può darsi ma nei libri la protagonista alla fine viene a capo di tutti i problemi così, forse, considerandomi tale, ci sarei riuscita anche io) comincia la mia corsa folle. Prendo l’ascensore per arrivare alla metro e mi trovo davanti due vecchietti che arrancano nel tentativo di uscire dall’ascensore. Io gliene dico di tutti i colori, “li sposto esco” e, mentre li sento urlare (erano inglesi quindi li capivo…) e li mando a quel paese, mi rendo conto che sono scesa…al piano sbagliato. KARMA!
Risalgo in un altro ascensore, arrivo alla metro, mi siedo e mi attacco l’ipod. Ecco questa sarà la mezz’ora più lunga di tutta la mia vita perchè sono bloccata qua, dentro questa subway e non posso fare assolutamente nulla…cioè sono immobile, seduta e non posso fare alcun tipo di azione perchè l’autista vada più velocemente e nemmeno portare a termine qualcosa che devo fare dopo e che mi farebbe accorciare i tempi. NIENTE, NULLA. Immobile in questa metropolitana che mi sembra andare a km/h, persa nei miei pensieri e nel ripetere a mente tutto quello che devo fare. Lasciare passaporto in albergo, chiedere alla signorina di registrarmi mentre vado in camera a posare i bagagli, prima di scendere chiamare la receptione farmi mandare un taxi, firmare la ricevuta dell’albergo, uscire, taxi, indicazione media center, accredito, taxi, expo, Ministro. Ogni volta che mi ripeto in mente la scaletta sono sempre più veloce. Mi vedo compiere tutte queste operazioni e prima impiego mezz’ora, poi venti minuti, alla fine, senza aprire la bottiglia dalla camera e bere l’acqua, buttando le valigie dove capita, evitando di chiamare i miei per dire che sono arrivata e dimezzando la tempistica della salita e discesa dal taxi riesco a scendere a circa 17 minuti…Guardo l’orologio, siamo quasi arrivati e sono passate da poco le 12.30, si ce la posso fare. Esco dalla metro e il primo miracolo della giornata avviene. Alzo una mano e il taxi dopo due secondi è davanti a me. Il secondo miracolo avviene dopo qualche secondo. Conosce anche il mio albergo (si perchè l’hotel si trova in una strada abbastanza famosa ma dentro un complesso e quindi l’indirizzo preciso non lo sa mai nessuno…e poi qui i taxisti sono razze strane… anche con la mappa o il navigatore non riescono ad arrivare nei posti!). La corsa dura più del previsto. Siamo nell’ora di punta e, quindi, invece di 10 minuti ne impiega 20!Arrivo in albergo e la seconda sorpresa negativa della giornata mi attende. “Buongiorno signorina mi scusi siccome ho molta fretta potrebbe registrarmi mentre posos le valigie in camera. Mi conosce, sono una vostra cliente”. La tipa della reception mi guarda “Ah si lei è la giornalista, si mi dia il suo passaporto e il numero della prenotazione”. Le do quello che mi ha richiesto e attendo. 1…2…3…4 al quinto minuto, mentre lei sta facendo fotocopie e trascrivendo i miei dati le ripongo il mio problema “signorina mi scusi, se lei mi da la chiave elettronica io entro in camera, poso le valigie e scendo a firmare, così perdo meno tempo. Ho un appuntamento e sono già in ritardo”. Mi sorride. Stavolta ha capito, penso. Ma quale, dopo 25 minuti alla reception mi da un foglio da firmare e finalmente la chiave. Nel frattempo accanto a me un tipo si spacca dalle risate ascoltando la mia continua richiesta della chiave e vedendo la faccia inebetita e sorridente della signorina che invece continua a trattenermi. Ok, sono in ritardo, penso guardando questo cretino, appena avrò più tempo ti verrò a cercare!grrrrrrrrrr!
Butto le valigie in stanza, prendo un taxi e chiamo l’addetto stampa del Ministro, sperando in un miracolo. “Sì siamo ancora all’Expo, se prendi l’accredito ci trovi direttaemnte dentro”.
Wow…che fortuna!Guardo l’autista e, con il mio pessimo cinese, gli chiedo di portarmi al Media center. Questo ferma il taxi, mi guarda con un punto interrogativo gigantesco stampato sulla fronte e alla fine riparte, come se avesse capito. Dopo 15 minuti siamo all’interno del centro VOLONTARI dell’Expo. Oh mamma mia ma che diavolo ha capito questo???Chiamo il numero che è scritto sul sedile anteriore del taxi. Una signorina mi risponde in inglese, gli speigo dove devo andare, lo tradurrà in cinese al taxista. Prima, però, di poterlo fare, mi pone la domanda di tutte le domande: “Scusi ma in quale media center vuole andare?”
Ehhhhhh??????Ma perchè quanti ce ne sono???
“2”
E che ne so io devo andare a ritirare l’accredito per l’Expo
“Non ho idea di quale sia quello giusto”
Ma dove si trovano?
“Uno dentro l’Expo, l’altro fuori”
Ok, questa p totalmente scema. Ma se le ho dett che devo ritirare l’accredito per ENTRARE alla fiera come pensa che mi possa interessare quello INTERNO all’Expo???Come dovrei arrivarci dentro…volando???
Mi dia quello che è fuori dai padiglioni
“D’accordo”
Finalmente arriviamo al Media center. Entro e parlo con la ragazza degli accrediti. Salve mi chiamo—e ho un accredito dal giornale —
“Il suo accredito non risulta…ci spiace”
Prego??? Ma ci siamo scambaiti 7 milioni di mail prima che io partissi per questo accredito…la richiesta ve l’avevo fatta 45 giorni fa (ero ancora convinta che avrei visto l’expo a fine maggio…)!
“Non so signorina, aspetti che chiamo il capo ufficio stampa”
Dopo mezz’ora di attesa (perchè il tipo doveva per forza mangiare e guai qui a chi tocca il momento del pranzo ai cinesi!) ecco che arriva questo nerboruto signore che mi dice che il mio accredito in effetti risulta emesso, ma che non è possibile darmelo. Mentro questo blatera in cinese con un tipo vedo un enorme manifesto che campeggia tronfio su una parete del media center. “REGOLE PER L’ACCREDITO”. Il mio occhio cade sulla norma numero 3: i giornalisti in possesso di regolare tesserino potranno avere l’accredito SOLO se in possesso del visto J.
Oh diamine…e perchè nessuno me lo aveva detto????Io ho il visto L!!!Dopo due ore di discussioni con questo tizio che cerca di convincermi ad andare all’Ambasciata a cambiarmi il visto (come se fosse un’operazione fattibile in poco meno di un paio di ore e per giunta di sabato) acconsente a portarmi lui stesso dentro l’Expo per cercare chi di dovere. Mentre mi avvio al taxi, sudata, con 30 gradi all’ombra, dolorante sui tacchi penso che devo avere fatto qualcosa di terribile nella mia vita precedente o che, forse, sto continuando a pagare dazio per tutto quello che ho fatto in questa. Eccolo di nuovo…il KARMA. Siamo quasi arrivati all’Expo quando arriva, puntualissima, la telefonata che ormai mi aspettavo. Il Ministro è andato via dall’Expo….
Vi racconterei tutto il seguito della vicenda che, in qualche modo si è comunque concluso bene e io, alla fine, sono riuscita a non bucare la notizia. Ma mi dilungherei più di quanto non ho fatto. Piuttosto vi dico brevemente che all’arrivo al mio aeroporto di shanghai per il rientro a pechino al check in non risultava il mio biglietto. Ho chiamato l’agenzia di viaggi e tizi mi hanno gentilmente detto che, anche se avevo avuto la conferma dell’emissione del biglietto in realtà non erano riusciti a prelevare i soldi dalla mia carta…così…ormai disperata sono andata al banco delle prenotazioni e ho acquistato un nuovo biglietto. Risultato? Ho dovuto aspettare 6 ore in aeroporto e dall’esatratto conto della mia America Express i soldi del biglietto fatto tramite l’agenzia…risultavano presi!KARMA!

Che ci crediate o no…questa storia è andata esattamente così!…THE END!

Certe volte mi chiedo come io realmente abbia deciso di trasferirmi a Shanghai visto le miliardi di situazioni assrde che mi capitano ogni volta che devo arrivare lì. L’aereo ritarda, il tizio accanto a me rutta e sputa, non trovo il biglietto, devo rinunciare ad una vacanza, devo prenotare una notte in più in albergo solo per farmi tenere i bagagli per due ore (“Signorina c’è l’Expo…non li possiamo tenere i suoi bagagli se lascia la camera, nemmeno per un’ora, ordini del governo”). Boh non lo so…cioè in questi due mesi e mezzo qui vi posso garantire che ho imparato la parola KARMA…come quella volta che siamo andati alla Grande Muraglia e l’autista non ha voluto dare un passaggio ad alcuni italiani e dopo un’ora siamo rimasti fermi in mezzo all’autostrada con il pullman e abbiamo dovuto prendere un autobus di linea che puzzava…si, vabbè… ma questa è un’altra storia…

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