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Farmaci illegali per curare il figlio e per salvare i malati di leucemia. Le storie di Lu Yong e Li.

La Procura della contea di Zhongmou nella provincia di Henan ha scelto di non perseguire penalmente una donna accusata di contrabbando, trasporto e vendita di droga perchè il farmaco psicotropo serviva a salvare la vita del figlio di un anno, affetto da una malattia rara e incurabile (la sindrome epilettica denominata EIMFS) , ma vietato in Cina.


“Voglio solo che viva abbastanza a lungo per quando ci sarà una cura, in modo che almeno sappia chi sono”

La Storia di Li Jingshu…

Il figlio di Li Jingshu 李静姝 (pseudonimo) ha appena tre mesi quando gli viene diagnosticata una malattia molto rara che, oltre all’alto rischio di morte, causa l’arresto del sviluppo mentale e fisico. I medici consigliano allora alla donna il medicinale Frisium (farmaco a base del principio attivo Clobazam, appartenente alla categoria degli ansiolitici benzodiazepinici), ma il farmaco purtroppo è irreperibile in Cina perché vietato, come farmaco psicotropo che crea dipendenza.

A questo punto la donna decide di acquistare il medicinale di contrabbando. Dopo aver preso il Frisium, le condizioni del bambino migliorano notevolmente poiché la frequenza delle crisi epilettiche si riduce ampiamente. A giugno di quest’anno, però, spaventato dalla possibilità che il medicinale sia bloccato alla dogana, il rivenditore Tie Ma Binghe (pseudonimo), chiede a Li Jingshu e ad altre tre donne con figli in condizioni simili, di aiutarlo a ricevere le confezioni di Frisium dall’Italia e di consegnargliele in Cina. La polizia, che indagava sul presunto contrabbando di medicinali, arriva quindi a casa di Li Jingshu il 3 settembre. La donna viene rilasciata il giorno stesso su cauzione. Ora deve attendere la decisione della procura. Dopo due mesi arriva il verdetto. Le madri dei bambini sono colpevoli ma non perseguibili penalmente dalla Procura della contea di Zhongmou. L’accusa ritiene che quello che è stato fatto dalle tre donne costituisca “reato di contrabbando, trasporto e traffico di droga”, ma l’accusa non persegue penalmente le donne perchè “il crimine è stato indotto dalla volontà di curare la malattia dei figli. Ed un figlio che soffre di questo tipo di malattia ha bisogno di una famiglia in cui crescere”. Sorte diversa per l’intermediario, Tie Ma Binghe (pseudonimo) accusato dell’acquisto illegale del farmaco all’estero e della rivendita in Cina, a prezzi maggiorati, alle famiglie di persone affette da epilessia attraverso gruppi di WeChat. Per lui è arrivata infatti la condanna.

La notifica della decisione della procura

Li Jingshu ha deciso comunque di ricorrere in appello: “Ho semplicemente comprato un medicinale salvavita per mio figlio”. “Le accuse contro la donna erano irragionevoli – ha detto Jasper Zhang, uno dei partner dello studio legale Shanghai Shen Kang – perché la signora Li non ha mai avuto intenzione di commettere un crimine. Ha acquistato il farmaco per il figlio malato, non per venderlo ad altri”.

… e quella di Lu Yong

Il caso ha riacceso i ricordi di un’altra storia, quella del malato di leucemia, Lu Yong (陆勇), che ha contrabbandato farmaci generici non approvati di fabbricazione indiana per sé e per altri mille pazienti, per poter avere accesso ai medicinali ad un prezzo più basso.
Lu è stato accusato di frode con carta di credito e vendita di farmaci contraffatti nel luglio 2014. Più di 300 pazienti e le loro famiglie hanno firmato una petizione richiedendo l’assoluzione. Le accuse sono state infine ritirate nel gennaio 2015. Il farmaco che Lu ha acquistato dall’India è stato coperto dal sistema di assicurazione sanitaria nazionale nel 2017. Il film cinese del 2018, “我不是药神- Dying to survive” (morire per sopravvivere), è liberamente ispirato alla storia di Lu Yong.

Il lungometraggio racconta di un negoziante in difficoltà che importa farmaci indiani a basso costo vietati dalle autorità cinesi per guadagnare un po’ di soldi, ma presto si ritrova a simpatizzare con la difficile situazione dei pazienti e a rischiare tutto per aiutarli. Il film, campione d’incassi in Cina, ha acceso il dibattito sul costo dell’assistenza sanitaria, tanto da spingere anche il premier cinese Li Keqiang a citare il film in un appello del 2018 alle autorità di regolamentazione per “accelerare i tagli dei prezzi dei farmaci antitumorali” e “ridurre il carico sulle famiglie”.

Se voleste vedere il film, si trova sulla piattaforma di streaming gratuita Viki con i sottotitoli in italiano.

E voi cosa sareste disposti a fare per salvare qualcuno che amate e per degli sconosciuti?

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