A Okayama, nel Giappone occidentale, c’è una notte in cui la devozione si trasforma in una prova fisica collettiva. Succede al tempio Saidaiji Kannonin, durante il Saidaiji Eyo, conosciuto anche come Hadaka Matsuri. È un rito che, secondo la promozione turistica locale, va avanti da oltre 500 anni e richiama una folla compatta di uomini in fundoshi che si spingono nel buio per un obiettivo preciso. Afferrare due bastoni sacri di legno, gli shingi, considerati portatori di fortuna.
Il festival si tiene di norma ogni anno il terzo sabato di febbraio, e il momento più atteso è scandito anche dall’orario. La “caduta” degli shingi è indicata alle 22.00, quando dal tempio viene dato avvio alla fase centrale della cerimonia.
La dinamica è brutale e simbolica insieme. Migliaia di partecipanti entrano nell’area del tempio e aspettano il segnale in un clima che mescola ritualità e pressione fisica. Il tempio descrive un percorso di preparazione che parte settimane prima e arriva alla sera del festival con la conclusione del ciclo di riti, quindi il buio, la folla che si compatta e il lancio degli shingi, da cui nasce la lotta per diventare fukuotoko, l’uomo della fortuna.
Anche per questo Saidaiji Eyo non è solo una curiosità da calendario. La banca dati culturale del Giappone lo registra come Bene Culturale Popolare Immateriale di importanza nazionale, con designazione datata 2 marzo 2016 e con indicazione della ricorrenza annuale nel terzo sabato di febbraio.
I numeri danno la misura del fenomeno. Secondo il sito turistico ufficiale di Okayama, la contesa dei due shingi coinvolge circa 10.000 uomini, e si svolge nel cuore della notte invernale davanti al tempio, con una densità di corpi che è parte integrante del rito.
Nella serata di sabato, durante il festival al tempio Saidaiji Kannonin, sei persone sono state trasportate in ospedale e tre risultavano incoscienti, secondo quanto riportato dal Mainichi.

