Sembra l’incipit di un film: un ragazzo di diciannove anni appena arrivato da Zhengzhou, in Cina, che si perde nella metropolitana di Londra. Un anziano signore con le borse troppo pesanti che fatica a salire le scale. Un gesto d’aiuto spontaneo. È l’inizio di un’amicizia che durerà una vita. Eppure, non è cinema. È la storia vera di Song Yang e Johann “Hans” Hodel, due uomini divisi da sessant’anni e due continenti, uniti da un incontro casuale che si trasformò in legame filiale. Una storia di gentilezza restituita che i giornali di mezzo mondo hanno raccontato in questi anni.
Siamo nel 1999. Song Yang, 19 anni, lascia la Cina per studiare business management alla Thames Valley University di Londra . È la prima volta che lascia il suo paese, non parla bene l’inglese, non ha soldi né parenti in città. Si sente perso. Quel giorno prende la metropolitana sbagliata. Quando emerge in superficie, nota un uomo anziano che fatica a trasportare dei bagagli pesanti. Senza pensarci due volte, si avvicina e offre il suo aiuto. L’uomo è Johann Hodel, svizzero di 66 anni, pensionato. Ha gestito un pub per anni, non si è mai sposato, non ha familiari in vita. Vive da solo in un appartamento non lontano dall’università . Per ringraziarlo, Hodel invita Song a casa sua. Quando il ragazzo varca la soglia, rimane scioccato: la casa è in condizioni disastrate, sporca e disordinata. Senza esitare, Song si rimbocca le maniche e pulisce tutto, poi prepara da mangiare. Hodel è colpito. Gli fa una proposta: “Vieni a stare qui gratis. In cambio, mi aiuti in casa” . Song accetta. Per lui è la soluzione perfetta: non ha amici a Londra e l’affitto sarebbe stato un peso insostenibile.
Quello che inizia come un semplice accordo di convenienza diventa presto qualcosa di più profondo. I due condividono i pasti, le lunghe conversazioni, le routine quotidiane. Hodel aiuta Song a orientarsi nella vita londinese, gli trova lavori part-time, gli insegna l’inglese. Quando Song viene investito da un’auto, Hodel corre in ospedale e resta al suo fianco finché non si riprende, aiutandolo poi a ottenere un risarcimento . “Ci aiutavamo a vicenda”, racconterà Song. “Hans mi ha aiutato ad adattarmi alla vita locale”. Un episodio segna una svolta. Hodel viene aggredito e picchiato da dei rapinatori. Da quel momento, Song decide che sarà lui a proteggere l’anziano amico. I ruoli si invertono: il ragazzo che era arrivato bisognoso di aiuto diventa il custode del suo benefattore. Quando amici cinesi vengono a trovare Song, Hodel cede loro la sua camera da letto e dorme sul divano . Piccoli gesti che costruiscono un legame sempre più stretto.
Nel 2007, Song consegue il master e torna in Cina. Prima di partire, chiede a un amico di tenere d’occhio Hodel. I due restano in contatto telefonico. Dopo qualche anno, Song scopre che Hodel sta male: soffre di necrosi della testa del femore, una condizione dolorosa che richiede un intervento chirurgico. In Inghilterra, la lista d’attesa per l’operazione è lunghissima e, anche dopo l’intervento, nessuno potrà prendersi cura di lui. Song non esita. Torna a Londra e convince Hodel a seguirlo in Cina. Lo fa con una promessa, quella che gli aveva fatto anni prima: “Tu ti prendi cura di me ora, e io mi prenderò cura di te” . Hodel arriva in Cina nel 2008. Song paga di tasca sua le operazioni chirurgiche: 100mila yuan, circa 16mila dollari. Sua moglie Qu Liyuan, che fa l’infermiera, lo aiuta nell’assistenza. Hodel si stabilisce nella casa di Song a Zhengzhou, capoluogo del Henan. Ha la sua stanza. Song gli scarica film in inglese e gli compra un cucciolo . Non è un peso per la famiglia, ma una presenza amata. “Lo portiamo spesso fuori a cena ed è sempre curioso del cibo cinese”, racconta Qu Liyuan al China Daily. “Gli piace la birra Tsingtao e mangiare noodles. Non pensiamo che Hans sia un fardello, porta molta felicità alla mia famiglia”. Hodel, dal canto suo, non sta con le mani in mano. Insegna inglese ai bambini del quartiere, tiene impegnati i pomeriggi dei piccoli vicini, si rende utile come volontario in alcuni progetti comunitari. All’ambasciata svizzera in Cina seguono la vicenda con commozione. Quando un giornalista gli chiede se gli manca l’Inghilterra, Hodel risponde: “No, questa è casa mia. Tutti i miei familiari nel Regno Unito sono morti. Considero la famiglia di Song la mia famiglia ora”.
Il 2 dicembre 2013, Johann Hodel muore all’età di 80 anni. Al suo funerale, celebrato secondo il rito tradizionale cinese a Zhengzhou, partecipa anche un rappresentante dell’ambasciata svizzera per rendere omaggio. Song Yang tiene un discorso commovente. “Hans è stato come una meteora nella mia vita”, dice. “È arrivato all’improvviso, ma è scomparso poco dopo… Il nostro destino felice è stato incontrarci nei momenti difficili. Hans mi ha aiutato e si è preso cura di me. In cambio, io mi sono preso cura di lui. Lo ricorderò per sempre”. Una meteora: apparizione luminosa e breve, capace di illuminare il cielo per un istante e lasciare un ricordo indelebile. Così Song ha voluto ricordare l’uomo che, per sbaglio e per caso, era diventato suo padre.
La vicenda di Song e Hodel è stata a volte accolta con scetticismo, specialmente sui social media. Qualcuno ha sollevato dubbi: come poteva uno studente cinese senza soldi studiare a Londra nel 1999? Come ha fatto a ottenere il visto senza una prova di fondi sufficienti? Domande legittime, che trovano risposta nei dettagli emersi dalle fonti originali. Song non arrivò a Londra “senza un soldo” nel senso letterale del termine: come tutti gli studenti internazionali, dovette dimostrare di poter coprire le spese universitarie per ottenere il visto. Ma una volta lì, la vita era cara e l’aiuto di Hodel fece la differenza tra sopravvivere e vivere dignitosamente. Quanto all’inglese, se all’arrivo era incerto, l’immersione totale e le lezioni informali di Hodel lo aiutarono a migliorare rapidamente. Il dubbio più inquietante sollevato da qualche utente, che la morte di Hodel a un anno dal trasferimento potesse essere “sospetta”, è facilmente confutabile: Hodel arrivò in Cina già malato nel 2008, visse cinque anni con la famiglia di Song, e morì a 80 anni per cause naturali . La gratitudine della famiglia e la presenza dell’ambasciata svizzera al funerale sono la migliore testimonianza della sincerità di questo legame.

